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25 agosto 2003 Gazzetta del Sud
Il sindaco Pavano difende il “nuovo corso” della manifestazione, ma il clima è teso. Medfest, ora è polemica. Pagherà Di Maria?
“No comment” del direttore artistico sui rapporti col Comitato organizzatore

L'ottava edizione del Medfest, che si è tenuto a Buccheri dal 15 al 18 scorsi, va in archivio con resoconti positivi ma anche con forti critiche. Come ogni anno migliaia di persone sono arrivate nel piccolo comune montano da ogni provincia della Sicilia e anche da oltre Stretto. Le 40 mila presenze tanto sperate dal direttore artistico Giovanni De Maria sono state abbondantemente superate. Gli organizzatori parlano addirittura di 110 mila presenze nei tre giorni di festa. È stata un'edizione totalmente rinnovata sul piano creativo e così voluta da un Comitato Organizzatore formato da tutte le realtà cittadine, al quale il sindaco Gaetano Pavano ha voluto dare vita. Ma non tutti hanno gradito le scelte operate. Il sindaco Pavano è sicuro che si sia fatto centro: «È stato un Medfest alternativo e culturalmente più valido, nonostante il tempo ci sia volato sotto i piedi; qualcuno si aspettava forse qualcosa di diverso ma l'idea non era quella di copiare chi ci ha preceduto ma dare una festa originale, che ci appartiene, in tutto e per tutto ed anche un progetto nuovo. Certo, quando in una sola sera ci sono 40 mila persone qualche problema può esserci, come sapere dove c'è un evento musicale o un corteo o gli artisti di strada o i giochi di luci; qualche orario è stato modificato in corso d'opera per esigenze degli artisti. Faremo meglio la prossima volta. Per quanto riguarda i fuochi d'artificio, nell'atmosfera culturale che puntavamo a creare c'entravano poco. Abbiamo ritenuto più giusto fare una kermesse musicale che duri 5 o 6 ore invece dei giochi pirotecnici. E veniamo al giallo della “compagnia dei folli”, che si è esibita solo il venerdì e non ha tenuto gli altri due spettacoli. «La Compagnia dei Folli – afferma Pavano – ci ha avvisato preventivamente, che avrebbe fatto solo uno spettacolo in quanto aveva degli imprevisti suoi e un incidente occorso ad uno dei componenti ha impedito la normale esecuzione del resto degli spettacoli; non ci siamo persi d'animo ed abbiamo corso subito ai ripari con artisti di strada davvero molto bravi e con il gruppo dei Tamburi di Assisi, quest'anno più numerosi». Ed ecco il direttore artistico Giovanni De Maria, ideatore del nuovo corso artistico del Medfest: «Una affluenza davvero incredibile per un progetto messo in piedi in fretta e con poche risorse umane; troppe cose da fare in un lasso di tempo davvero breve. Una manifestazione però tracciata su un'idea del medioevo povero, con delle produzioni nuove ed esclusive, spettacoli e performance che non si sono viste altrove e queste sono novità qualificanti. C'è stato un migliore utilizzo degli spazi. Abbiamo provato a raggiungere target di persone diverse tenendo sempre il filo del medioevo, offrendo delle nicchie per raggiungere pubblici differenti ovvero cercare poli di interessi di ogni avventore, con concerti di musica serfedite, o lo stilita del secolo o i poeti con le danze dietro una tenda od altro. Un esperimento che non dire se riuscito o meno; è il pubblico che deve dirlo». Riguardo alle critiche agli artisti tunisini o alla confusione sugli orari degli spettacoli, Di Maria afferma: «Qualche disfunzione è probabile che ci sia stata ma tutto accade in uno spettacolo così grosso come il festival medievale. Giovanni Di Maria liquida con un “no comment” la domanda sui suoi rapporti col Comitato organizzatore e anche quella su una sua riconferma.
Gianni Garfì

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