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Le
origini Incerte sono le origini
di Buccheri, come del nome: alcuni lo fanno derivare dal "Buker",
nome di un comandante saraceno, altri dalla combinazione di
"Bous" e di "Hera". a ricordare che qui vi pascolavano le sacre
vacche di Hera. I1 territorio intorno è ricco di testimonianze
archeologiche che testimoniano la presenza dell'uomo in antichissima
data: una serie di capanni pastorali, costruiti con tecnica
megalitica ricordano tale presenza. II mito ricorda poi che
in queste contrade il pastore Dafni pascolava i suoi armenti
e quelli degli dei, al suono del flauto. La storia della Buccheri
medievale inizia con la fondazione sui ruderi di un precedente
fortilizio del castello, in epoca Normanna Sveva. Un minuscolo
borgo si raccolse ai suoi piedi nell'area fra la piazza Fratti
e le balze del colle Tereo. Nel castello si insediarono i vari
signori di Buccheri: i primi Conti, Alaimo da Lentini e la moglie
Macalda, Gerardo Montalto primo barone di Buccheri e primo feudatario,
avendo ricevuto l'investitura nel 1313. Ai Montalto successero
nella baronia prima i Morra infine gli Alliata Villafranca,
la cui signoria sul paese termina con la fine della feudalità
nel 1812. |
Itinerario
urbano
Buccheri fu distrutta dal terremoto
del 1693: i morti furono quasi 400, le chiese e i palazzi caddero,
come le povere case murate. Il disastro fu occasione per ricostruire
chiese, conventi e palazzi nello stesso sito e diede la spinta
alle maestranze locali a procedere ad una revisione del tessuto
urbano: Rimase il centro medievale addossato al pendio del castello,
ma il nuovo paese si ricostrui decisamente nella sottostante
vallata, dove fu spostata la Chiesa
Madre, dedicata a S. Ambrogio di Milano.
Questa sorgeva un tempo ai piedi del castello e dominava col
suo alto torrione la sottostante piazzetta (Chiazzitta"). Dopo
il terremoto fu chiamato l'architetto ferlese fra Michele perché
disegnasse la pianta e posizionasse la chiesa, ma soprattutto
l'architetto palazzolese don Joseph Ferrara perché la ricostruisse.
La facciata fu appena iniziata dal Ferrara, ma purtroppo mai
completata. Non distante dalla Matrice è la piazza dei Canali
oggi centro del paese. Un tempo vi sorgeva un monumentale abbeveratoio
con una fontana, di cui è rimasta solo la Fontana detta dei
"4 canali", datata 1585. Dalla piazza percorrendo la via Vittorio
Emanuele gi raggiunge la bellissima Chiesa
della Maddalena, ricostruita dopo il terremoto
sul sito attuale, mentre da epoca Antichissima si trovava all'ingresso
est del paese. La chiesa è opera dei Mastrogiacomo e in particolare
di don Michelangelo Di Giacomo. Del Di Giacomo è il primo ordine
della facciata, mentre il secondo fu realizzato su progetto
di Carlo Longobardi di Caltagirone. Si raggiunge piazza Toselli
(piazza antica) col piccolo edificio del Municipio e su cui
sbocca la scalinata in pietra lavica della Chiesa
di S. Antonio. Tale Scalinata fu però realizzata
nel 1911. La chiesa domina con la sua altissima facciata e caratterizza
fortemente l'immagine complessiva del paese. La facciata si
deve a Salvatore Ali che La disegnò nel 1792 e la completò nel
1815. La chiesa fu realizzata dall'architetto Ferrara e da Corrado
Scarrozza e completata nel 1728. Nel 1756 Giuseppe Gianforma
realizza gli stucchi dell'interno. Collaterale alla chiesa è
il Palazzo Cosentino, oggi della famiglia dei baroni Ferla e
Tristaino (2 metà sec. XVIII). Attraverso un basso arco si accede
alle strette viuzze che portano al Castello, che con la sua
mole dominava il paese. Oggi ne restano tracce significative
come la torre meridionale e la cinta muraria e la torre centrale
o maschio. Dal Castello si domina un paesaggio di straordinaria
suggestione: piana di Catania, i boschi comunali, le pendici
del monte Lauro (m. 986), la cuspide degli Iblei. |
Fonte:
www.comune.buccheri.sr.it
- foto di Antonio Vacirca |
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